The Flying Silo

 

Con le recenti collaborazioni della nostra Associazione, il nostri occhi si stanno abituando all’eleganza e alla finezza di linee degli idrovolanti da corsa che rombavano nelle baie europee ma, oltre oceano, cosa succedeva? Leggendo il Titolo di questo articolo i  più appassionati sapranno già che stiamo parlando del quantomai strano Gee Bee Super Sportster, la linea stilistica ad opera della matita di Rober Hall è unica e la sua comparsa agli inizi degli anni ’30 sulle scene della  Thompson Trophy portò al successo la neonata azienda di Springfield per due anni consecutivi (1931-1932).

Curiosa quanto la sua linea è la sua storia, i fratelli Grancille per affrontare la depressione che aveva appena colpito il paese, decisero di puntare alle gare di velocità per fare pubblicità ed incrementare le vendite dei loro aerei e così, in sole 5 settimane e un investimento di ~$5000, nacque il Model Z con una logica puramente americana: la cellula più piccola possibile con il motore più grande possibile. Ed ecco cosa nasce dalla fusione di un Pratt & Whitney R-985 “Wasp Junior” da 535HP e un pilota.

Dopo il primo volo nell’agosto del 1931, il GeeBee Model Z ha rapidamente dimostrato di essere un aereo difficile da battere e gli innumerevoli record infranti dal suo pilota, Lowell Bayles, sono il dato più eclatante:

– Record di velocità di un aeroplano : 430.245 Km/h;
– Vittoria al Goodyear Trophy il 1 settembre con la velocità media di 330Km/h su un tracciato di ~80Km;
– Vittoria al General Tire and Rubber Trophy il 5 settembre 1931;
– Vittoria al Thompson Trophy il 7 settembre 1931 con la velocità media di 380Km/h;

L’ambizione e la voglia di porre ancor più divario tra il Model Z e i concorrenti, portò i fratelli Grancille a sostituire il motore con una soluzione da 750HP ovvero un Pratt & Whitney R-1340 “Wasp senior” . Questa soluzione venne messa alla prova il 5 dicembre dello stesso anno, ma con un esito drammatico, durante il tentativo di record (che comunque avvenne segnando i 505Km/h) l’aereo si schiantò rovinosamente a terra portando alla morte Bayles.
Durante le analisi di cosa avesse potuto causare questa tragica fatalità, è emerso che durante il volo il tappo del serbatoio della benzina posto sulla fusoliera davanti al pilota, si era allentato e volando via colpì in pieno volto il pilota sfondando il parabrezza; questo incidente portò ad una rapida revisione del progetto rivendendo la posizione del tappo del serbatoio all’interno della fusoliera e l’adozione di un parabrezza con vetro blindato.

Tuttavia, studi successivi e analisi delle registrazioni video, hanno fatto emergere che la causa dell’incidente non era imputabile al tappo del serbatoio, quanto invece a un collasso strutturale delle superfici di controllo che vennero corrette nelle evoluzioni successive del Model Z.
Apriamo solo una piccola parentesi dicendo come gli aspetti “estremi” di questo progetto portarono anche ad estreme conseguenze, negli anni successivi i modelli R-1, R-2 e R-1/2 che nascevano dalla diretta evoluzione del Model Z, portarono i loro rispettivi piloti Russell Boardman alla morte, Jimmy Haizlip a un grave incidente e Cecil Allen alla morte.

In conclusione e in totale sincerità non abbiamo ancora capito se questo aereo ci piace o meno, tuttavia non possiamo negargli un posto nelle leggende dell’aeronautica storica. Voi cosa ne pensate?

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